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sabato 15 settembre 2012

Mario Bonanno: 'Rosso è il colore dell'amore. Intorno alle canzoni di Pierangelo Bertoli' (Stampa alternativa)

Che tipo tosto era Pierangelo. Angelo anzi, entriamo subito in confidenza, come amava fare lui. Poche balle, idee ferme e decise, sigaretta, chitarra e dritto al cuore, senza fronzoli. Pensare ad Angelo riporta immediatamente a un'altra Italia, "Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi", quella che cantò vent'anni fa, Italia d'oro a Sanremo, straordinario e ancora oggi toccante j'accuse. Un'Italia in cui la canzone, anche (soprattutto?) quella ideologica, barricadera e militante, aveva un senso e una direzione, a differenza del marasma indifferenziato di oggi.

Con i suoi 17 libri, Mario Bonanno è tra i principali testimoni e divulgatori di "quelle" canzoni, di quell'Italia e di quei piccoli grandi eroi come Pierangelo Bertoli. Solo Bonanno poteva raccontarne vita e opere, per diversi motivi. Egli è saggista lontano dalle conventicole e dai siparietti di Facebook, concentrato sullo studio e su percorsi realmente "alternativi" (dall'analisi degli anni '80 nella nostra canzone alla riscoperta di Stefano Rosso). Proprio il suo essere defilato, "provinciale" in senso buono (sarà per la sua residenza isolana), gli ha consentito di costruire solidi rapporti di fiducia.

Proprio grazie a questi Bonanno ha concepito e sviluppato Rosso è il colore dell'amore come un racconto corale, un affresco di ricordi, aneddoti e valutazioni provenienti da coloro che sono stati vicini al cantautore di Sassuolo. Da Caterina Caselli, che ha avuto il grande merito di scoprirlo e sostenerlo, al figlio Alberto, dallo storico sparring partner Marco Dieci a nomi come Curreri, Manfredi, Cavallo e Tanica. Intorno alle canzoni di Angelo, a classici come A muso duro, Eppure soffia e Spunta la luna dal monte, è allegato anche un DVD risalente al tour di Italia d'oro. Angelo sarebbe scomparso esattamente dieci anni dopo.

http://www.stampalternativa.it

D.Z.

venerdì 30 marzo 2012

Che mi dici di Stefano Rosso? Fenomenologia di un cantautore rimosso

CHE MI DICI DI STEFANO ROSSO? 
Fenomenologia di un cantautore rimosso

(Mario Bonanno - Stefania Rosso, Stampa Alternativa)

Che ti dico di Stefano Rosso? Troppo facile dire che era un grande cantautore, che è stato dimenticato troppo presto, che avrebbe meritato sorte migliore dopo il successo di Una storia disonesta. Troppo facile davvero. Più complesso dire che è statu un cantautore “rimosso”. Proprio intorno ai motivi della rimozione indagano la figlia Stefania e l’esperto Mario Bonanno, una delle firme più prestigiose del giornalismo musicale italiano. Stefano Rosso non è stato solo quello del celebre tormentone “Che bello, due amici, una chitarra e lo spinello”. La sua Storia disonesta ha segnato senza dubbio il linguaggio della canzone d’autore italiana in un lontano – ma neanche tanto – scorcio dei nostri anni ’70 ma la rimozione è passata per altre vie, molto più subdole rispetto a quelle moralizzatrici e contrarie a un’innocente canna in compagnia nel 1977.

Stefano Rosso ha pagato la sua mancata appartenenza a conventicole varie: in un paese come il nostro, così ricco di caste, corporazioni, ordini professionali e lobby culturali, il parlare franco e il cantare schietto del musicista romano hanno pesato molto. È morto nel 2008 e persino i suoi fan lo identificano esclusivamente con la canzone dello spinello, dimenticando un songbook ricco, variopinto e godibile, anche nei lavori di matrice strumentale. Per comprendere meglio basta ascoltare il cd allegato al testo, un resoconto live dall’amato Folkstudio, annata 1993. Pezzi come Letto 26 e Neurologico reggae, benché freschi e ironici come quelli del compianto Rino Gaetano, avevano una struttura così singolare, figlia dell’approccio rispettoso e serio all’arte tutta americana del fingerpicking. E si sa, quando una canzone non la puoi cantare a squarciagola sulla spiaggia, l’oblio è dietro l’angolo.

Bonanno racconta molto bene la vicenda di Stefano Rosso, collezionando anche contributi di amici, colleghi e critici, che finalmente ci riconsegnano un cantautore mai scontato e molto intrigante.

http://www.stampalternativa.it

Donato Zoppo
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