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venerdì 27 dicembre 2013

Alessandra Izzo: 'Frank e il resto del mondo' (Armando Curcio Editore)

Alla fine del 1992 Adrian Belew sognò Frank Zappa: dopo avergli mandato un fax per raccontargli di questo singolare sogno, il maestro gli telefonò per ringraziarlo, dicendogli che era stato molto"dolce". Ancora oggi Belew racconta dello stupore per aver sentito quella parola da un personaggio difficile e complesso, un satiro provocatore, un decano dello sberleffo e un simbolo di integrità artistica. 

Dolcezza è la parola chiave di Frank e il resto del mondo, il nuovo libro di Alessandra Izzo. Giornalista, press agent e poliedrica autrice, la Izzo realizza un dolcissimo un atto d'amore dedicando alla figura di Zappa - esattamente a vent'anni dalla sua scomparsa, 4 dicembre 1993 - un florilegio di interviste. Frank e il resto del mondo è un titolo emblematico: da una parte l'artista, unico, inimitato e ricco di contraddizioni, dall'altra parte il mondo di collaboratori, estimatori e amici interpellati per ottenere aneddoti, ricordi, riflessioni. 

Musicisti di prim'ordine come Ed Mann, Bunk Gardner e Ike Willis, illustri testimoni nostrani come Claudio Trotta, Fabio Treves e Massimo Bassoli, figure borderline come il medusologo Ferdinando Boero e l'attore Rutger Hauer: tutti accomunati dall'aver percorso insieme a Frank un segmento della sua vita. Inevitabile l'effetto agiografico ma l'obiettivo dell'autrice, ovvero focalizzare la personalità zappiana attraverso il ricordo di chi lo conosceva bene, è raggiunto: emerge così un compositore ironico ma sulla difensiva con chiunque, generoso fino all'eccesso eppure oculato nella gestione economica, profondamente devoto alla musica ma anche al suo ego. 

www.armandocurcioeditore.it

D.Z.

venerdì 14 settembre 2012

Walter Gatti: 'La lunga strada del rock' (Lindau)

"Quando non ci sono tendenze, desideri, confronti con l'eternità, la produzione si abbassa, la qualità inferiore". I confronti con l'eternità di cui parla Giorgio Gaber in una delle numerose interviste che compongono La lunga strada del rock sono un'ottima chiave di lettura dell'operazione condotta da Walter Gatti. Rispetto al coevo O casta musica di Fabio Zuffanti, il "pamphlet ribelle" di cui si sta tanto discutendo per la viscerale denuncia al mondo della "malamusica", la dichiarazione di Gaber colloca Gatti sul versante opposto: non è tanto il mondo losco e traffichino di dj/major/stampa, quanto l'assenza di un dialogo profondo con il talento e con il senso più puro dell'arte, a far morire la musica.

Giornalista di lungo corso e di provata esperienza, Gatti ha raccolto nel suo nuovo libro delle approfondite conversazioni che coprono un ampio lasso di tempo, dai primi anni '80 ai pezzi più recenti. Non c'è solo rock nelle interviste dell'autore, che tira fuori dalla dimensione di nicchia per cultori un Tom Russell e colloca nella giusta luce un Lindo Ferretti, che si sofferma un paio di volte con Venditti ma dichiara candido amore verso Genesis e BB King, Mark Knopfler e Dave Matthews Band.

Le prime tre interviste - Chuck Berry (1988), Crosby Stills & Nash (1983: il primo pezzo!) e Pink Floyd (1994) - presentano ampiamente l'orizzonte culturale, la passione e la sensibilità del nostro, attento a cogliere il senso, le direzioni e l'attimo di eterno dietro ogni parola degli artisti. In particolare la ricerca della spiritualità, il voler cogliere slanci metafisici con rockstar quali Eric Clapton, Kirk Hammett e Phil Collins denota un'interpretazione personale e curiosa dello strumento intervista.

Cercando l'umanità dell'artista dietro la cortina di glamour, fama e vizi, Gatti dipinge un avvincente un affresco su alcuni protagonisti della musica internazionale ed italiana.

http://www.lindau.it

D.Z.
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