domenica 27 maggio 2012

Nico, bussando alle porte del buio


Bussando alle porte del buio
di Gabriele Lunati
Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2006

L’area della “popular music” è costellata di personaggi sui generis, da Syd Barrett a Robert Wyatt, da Brian Eno a Frank Zappa. Tutti segnati da singolari visioni dell’arte e del mondo, da eccessi e intemperanze, da vizi e virtù, da dignitosa coerenza e altalenante curiosità. Un personaggio come Nico - vera femme fatale del pop - sconta però una vera e propria difficoltà d’inquadramento. Gabriele Lunati se ne rende conto e invece di imbastire un libro di analisi discografiche, decide di approfondire la figura di questa bellissima ed evanescente artista, così come già fatto con i Kraftwerk, altri artisti lontani da qualsiasi classificazione. 

Come i tedeschi, anticipatori di decine di generi e sottogeneri, anche Nico, con il suo fare distaccato e sopra le righe, la sua musica evocativa, piena di sfumature oscure e richiami colti, il suo mito di figura fascinosa e sensuale, ha anticipato generi come il gothic e il dark rock ma anche lo stile di tante “rockeuse” degli anni ’80. Nella sua attività di modella e attrice, di cantante dei Velvet Underground, di cantante e organista, Lunati individua le caratteristiche di questa personalità schiava della droga ma libera nel pensiero spiazzante e provocatorio.

Il testo è un viaggio nella musica a cavallo tra pop e area colta (una figura come John Cale, collaboratore di Nico, è spesso tirata in ballo) e anche una riflessione sullo star system e la morte nel rock, visto che la scomparsa di Nico (una caduta dalla bicicletta), diventa quasi un paradosso, per una donna che ha sempre giocato pericolosamente tra arte, vita e morte, “bussando alle porte del buio”.

Donato Zoppo


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